Evangelizzazioni - I Messaggeri di Pace

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Perché riteniamo così importante, anche nella nostra epoca in cui si parla di società cristiana e di rispetto di tutte le confessioni e di tutte religioni, testimoniare pubblicamente l’Evangelo di Gesù Cristo?

Perché non si può tenere solo per sé il messaggio dell’amore di Dio che ha determinato la trasformazione del nostro modo di vivere e di essere, liberandoci dall’angoscia del nostro peccato, rendendo possibile il nostro ravvedimento, la consapevolezza del Suo perdono, della Sua grazia, del Suo amore che coinvolge noi e il prossimo in un progetto di fraternità destinato a generare nuovi rapporti, relazioni, ponti, riconciliazione, solidarietà, accoglienza.

Inoltre, c’è ancora chi crede che malattie, lutti, prove, catastrofi siano punizioni che Dio infligge a causa dei nostri sbagli e per insegnarci a non commettere più il peccato: c’è chi ritiene che la nascita di un figlio down sia causa del proprio peccato, così come un tumore o una disgrazia. C’è chi ancora insegna questo e che «Sia fatta la tua volontà» significa subire un dio che bastona e colpisce, che usa il dolore e la sofferenza per castigare. Molte persone si allontanano da Dio perché non sono d’accordo con questo dio.

L’Evangelo è proposta, non obbligo, tuttavia è necessario che il lieto annuncio della grazia giunga alle persone, perché ne sentano parlare, anche per le strade, ma «come potranno sentirne parlare, se non c'è chi lo annunci?» (Rom. 10,14). Dunque l’evangelizzazione.

Proponiamo questo verso biblico tratto dalla lettera ai Galati 5,22: «I frutti dello Spirito sono: amore, gioia, pace», proprio per sottolineare che la fede non è credere che Dio prepari per noi punizioni tremende a causa dei nostri limiti umani, ma che, se accettiamo Gesù come personale Salvatore nonostante ciò, Dio ci permette di vivere nella gioia della fede e nella pace della speranza generate dalle Sue promesse.
 
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